ARLECCHINO, STAGIONE 2014/2015

 

Di PAOLO ROSSI

Con PAOLO ROSSI e con Emanuele Dell'Aquila e Alex Orciari

Spettacolo disponibile da novembre 2014 a febbraio 2015

 

Quando si alzò il sipario sulla prima rappresentazione di Arlecchino servitore di due padroni nel 1947, neanche lo stesso Giorgio Strehler avrebbe potuto immaginare che quello spettacolo del Piccolo Teatro appena fondato con Paolo Grassi sarebbe diventato l’icona del teatro italiano nel mondo.

Dopo oltre mezzo secolo dalla geniale invenzione, che aveva trasformato il Truffaldino di Goldoni nella maschera di Arlecchino, Marcello Moretti, prima, e Ferruccio Soleri, poi, sono diventati l’immagine vivente della tradizione centenaria della Commedia dell’Arte, l’icona di una creatività, che ancora oggi non manca di meravigliare il pubblico di ogni continente, abbattendo ogni volta tutte le barriere di lingua e di cultura.

Per varare l’avvio di una collaborazione progettuale con quel “ragazzaccio terribile di Paolo Rossi” il CRT Milano, appena insediato al Teatro dell’Arte gli ha proposto di ripartire da “Arlecchino“ e dalla Commedia dell’Arte. Paolo Rossi, più funambolico e lunare che mai, si avvia lungo un nuovo percorso che lo costringerà ad abbandonare la sua maschera - quella ormai nota a tutto il pubblico teatrale dei suoi ammiratori - per rivivere nei panni di un “Arlecchino nevrotico e surreale in tono con il Terzo Millennio prossimo venturo” – proprio come l’aveva definito Giorgio Strehler – figura inquietante, meno vicina alle origini bergamasche e più a quella dei personaggi diabolici e farseschi della tradizione popolare francese.

“Rossi è un genio nel concentrare un’intera situazione in un’immagine, in una singola invenzione.”

Renato Palazzi, Sole24ore

“Da Fo ho preso l’affabulazione, da Gaber il rigore, da Jannacci la follia, da Strehler la teatralità.”  

Paolo Rossi

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