L'UOMO, LA BESTIA E LA VIRTÙ stagione 2015 - 2016

 

di  Luigi Pirandello

Regia: Giuseppe Dipasquale

Interpreti: Geppy Gleijeses, Marianella Bargilli e Marco Messeri e con Renata Zamengo, Mimmo Mignemi, Vincenzo Leto 

Produzione: Gitiesse Artisti Riuniti e Teatro Stabile di Catania

Spettacolo disponibile da novembre 2015 a febbraio 2016

 

Dopo i successi di “Erano tutti i miei figli” e “il giardino dei ciliegi” Giuseppe Dipasquale
dirige “L’uomo, la bestia e la virtù” nell’interpretazione di Geppy Gleijeses e Marianella
Bargilli a loro volta reduci dai grandi esiti di “Miseria e nobiltà”, “A Santa Lucia” e
“L’importanza di chiamarsi Ernesto” (con Lucia Poli). Con loro in scena, nel ruolo
del Capitano Perella, Marco Messeri che figurò nella compagnia de “Il Pigmalione”, uno dei
più grandi successi della ditta “Gleijeses-Bargilli”. Marco, vincitore di Nastri d’Argento e
Ciak d’Oro, torna al teatro dopo qualche anno.
“L’uomo, la bestia e la virtù”, coprodotto dai due organismi, andrà in scena dal 24 febbraio
al Quirino di Roma, dal 18 marzo al Delle Palme di Napoli e poi in tournèe.
Pirandello francamente comico ma con risvolti di grande impotenza e di amarezza di fronte
ai soprusi di un uomo prepotente e dispotico perpetrati nei confronti di una moglie debole e
trascurata e di un modesto professore di lei innamorato. Il pubblico, che forse non si
aspettava questa commedia di Pirandello dai toni farseschi e scollacciati, non accolse bene
la prima rappresentazione dell'opera. Successivamente rivalutata dalla critica e dal
pubblico, la commedia ebbe tanto successo in Italia e all'estero, da essere una delle più
rappresentate della produzione teatrale pirandelliana. Il farsesco tema trattato dalla
commedia è ben rappresentato dal titolo: l'uomo è la prima maschera, quella del professor
Paolino che nasconde sotto il suo ostentato perbenismo la tresca con la signora Perella, che
indossa la maschera della virtù, quella cioè di una morigerata e pudica madre di famiglia
praticamente abbandonata dal marito, capitano di marina che appare agli occhi della gente
con la maschera della bestia. Egli convive con una donna a Napoli e, nelle rare occasioni in
cui incontra la moglie rifiuta, con ogni pretesto, di avere rapporti con lei. La commedia in
maschera potrebbe proseguire con piena soddisfazione di tutti se il destino e il caso non intervenissero a far cadere le false apparenze. La signora Perella rimane infatti incinta ad opera del professor Paolino che dovrà, al di là di ogni morale, rimettere in piedi l'ipocrita buon ordine borghese: dovrà convincere tutti che la signora Perella è rimasta incinta in una delle rare occasioni dal marito e quindi dovrà far sì che il recalcitrante capitano abbia almeno un rapporto sessuale con sua moglie. Tutto dovrà avvenire in una sola notte perché tanto è il tempo che il capitano soggiornerà in casa prima di ripartire e rimanere assente per due mesi. Il professore allora dovrà fare in modo che la sua pudica amante ceda alle voglie della bestia. Per essere sicuro del risultato il professore si farà preparare un afrodisiaco per stimolare i sopiti sensi del capitano e inciterà la vergognosa amante a mostrare le grazie che tiene virtuosamente nascoste. Tutto è ormai pronto per la trappola sessuale in cui dovrà cadere la bestia. Il professore se ne andrà lasciando libero campo per il capitano rimanendo d'accordo con la signora Perella che: “Verrò domattina all’alba, davanti alla tua casa. Se è sì fammi trovare un segno; ecco, guarda, uno di questi vasi di fiori qua, alla finestra della veranda.” Ma la mattina successiva nessun vaso di fiori appare alla finestra...

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